Caro presidente Toti, l’anziano è risorsa e opportunità

Caro presidente Toti,

il fenomeno “anziani” deve essere letto e valutato in termini positivi.

Il mondo moderno non ha inventato la vecchiaia, ma ha fatto sì che questa diventasse una condizione di vita generalizzata. Un grande numero di persone raggiunge l’età anziana, dunque la società moderna ha la possibilità di “utilizzare” le persone per più tempo, così come queste possono arrecare alla società un apporto per un tempo più lungo. Anche per questo, la Federazione Anziani e Pensionati della Fap ha memoria del legame stretto che c’è tra la democrazia e il diritto degli anziani/pensionati ad esprimersi, e per questo motivo non possiamo accettare prevaricazioni. Riteniamo doveroso difendere quanto previsto dalla Costituzione.

Caro presidente, si ricordi che oggi se viviamo in democrazia e in libertà lo dobbiamo ai tanti anziani che hanno lavorato per risollevare il Paese con impegno e sacrificio. E qui si aprono i momenti delicati del vivere. Nasce la questione di chi debba decidere, quando l’anziano non è più in grado di farlo, come è essenziale chiarire, nella rappresentazione dell’anziano, la dicotomia tra “peso” o “risorsa”.

Nella cultura del lavoro incentrato sullo schema di “essere produttivi” e di “produrre ricchezza” si tende ad emarginare l’anziano. Se invece vogliamo cogliere il senso profondo della “ricchezza immateriale”, l’anziano diventa un soggetto produttore di capacità e di competenze in questo rapporto con la comunità di appartenenza in termini di relazioni, esperienze e vissuti che si traducono in “capitale sociale” e che implicano il riconoscimento all’anziano di una porzione di vita sociale e culturale nella società capace di investire in un capitale generativo di futuro.

Per la Federazione Anziani e Pensionati la riflessione sulle nuove tendenze e sui cambiamenti in atto nella genetica, nella demografia e nella statistica sociale dovrà aprire nuovi ed ampi margini di azione e dovrà condurre ad una concertazione con le istituzioni in grado di definire politiche di comunità che riconoscono l’anziano come risorsa e come opportunità da valorizzare per ottenere nuovi risultasti.

Nella sensazione di non essere ancora arrivati alla meta, ma con l’intenzione di spostare sempre più in là la meta.

Paolo Formelli

Vicepresidente nazionale Fap Acli

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