Comunicato Stampa: BANCA ETRURIA, le A.C.L.I. condannano le politiche dell’indifferenza e la cultura dello scarto

La situazione che si è venuta a creare a margine del salvataggio di quattro istituti di credito tra i quali anche Banca Etruria con un provvedimento governativo che separa la parte sana delle stesse Banche dalla componente residuale cattiva gonfia di sofferenze e  riduce la sottoscrizione di obbligazioni subordinate da parte di tanti risparmiatori a mera carta straccia, è un provvedimento intollerabile ed un abuso perpetrato nei confronti di cittadini a cui si può soltanto ascrivere di essersi inconsapevolmente fidati di lusinghiere promesse proprio da parte di quell’Istituto di Credito del Territorio che dovrebbe invece tutelare i propri clienti, considerando gli stessi parte essenziale del proprio patrimonio.
Quanto accade, conferma ancora una volta l’atteggiamento dell’indifferenza e la cultura dello scarto che i forti esercitano nei confronti dei più deboli e di coloro che nel corso degli anni ed anche nel recente passato hanno accordato la loro fiducia ad una Banca che già pativa uno stato di insofferenza e che si è guardata bene dall’illustrare i rischi e quindi le potenziali conseguenze derivanti dalla sottoscrizioni di obbligazioni subordinate.
In queste ore così drammatiche per molte persone, che hanno visto dissolvere i loro sacrifici ed i risparmi di una vita, occorre che le istituzioni, le associazioni di categoria, le stesse rappresentanze politiche intercettino e vadano a declinare con fermezza e determinazione quanto sta accadendo, in modo che vengano intrapresi tutti gli opportuni provvedimenti atti ad individuare i responsabili di quanto accade e per giungere a sacrosanti rimborsi di coloro che sono stati danneggiati.
Necessaria e saggia l’attenzione ai dipendenti di Banca Etruria ed al loro futuro lavorativo e professionale, una risorsa importante e strategica per il Territorio, ma contestualmente una società civile, degna di ritenersi tale, non può permettere oggi che vengano deliberate azioni come quelle che si delineano a margine dei provvedimenti di Governo e che vanno ad impattare solo ed esclusivamente sulla parte più debole di questa inqualificabile vicenda.

Stefano Mannelli
PRESIDENZA PROVINCIALE
A.C.L.I. AREZZO