CONDOMINIO MINIMO – SANATORIA PER ANNO 2014

L’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n.74/E del 27 agosto 2015 ritorna sul tema del “condominio minimo” prendendo in esame il caso di un immobile, composto da tre appartamenti, di proprietà di tre fratelli, per il quale nel corso del 2014 sono state sostenute spese sulle parti in comune. Il frazionamento dell’immobile (ogni singolo fratello ha la proprietà esclusiva dell’appartamento che occupa) determina autmaticamente il nascere del condominio e, in base alla risposta al quesito 4.3, contenuto nella circolare 11/E del 21maggio 2014, per godere della detrazione fiscale relativa ai lavori di ristrutturazione edilizia o risparmio energetico sulle parti comuni, i condomini dovranno obbligatoriamente richiedere il codice fiscale (del condominio) ed eseguire tutti gli adempimenti previsti a nome dello stesso.

Per la ripartizione delle spese relative alla parti comuni alle unità immobiliari i condomini dovranno concorrere alle stesse in ragione dei millesimi di proprietà o ai diversi criteri applicabili ai sensi del codice civile (articoli 1123 e seguenti).

Nel caso analizzato dall’Agenzia, considerato che il bonifico è stato effettuato da parte di tutti i fratelli (condomini) e, quindi, non c’è stato pregiudizio al rispetto da parte delle banche o di Poste Italiane SPA dell’obbligo di operare la ritenuta a titolo di acconto all’atto dell’accredito del pagamento (art. 25 del DL n. 78 del 2010), la stessa Agenzia concede la possibilità di sanare l’omessa richiesta del codice fiscale del condominio, ma soltanto per le spese sostenute nel 2014.

 

Per poter accedere alla detrazione è necessario:

1. presentare, entro il termine della presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2014, e cioè entro il 30 settembre 2015, a un Ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate, la domanda di attribuzione del codice fiscale al condominio, mediante il modello AA5/6;

2. versare, a cura del condominio, con indicazione del codice fiscale attribuito, la sanzione prevista dall’art. 13, comma 1, lett. a), del DPR n. 605 del 1973, per l’omessa richiesta del codice fiscale, nella misura minima di euro 103,29, mediante il modello F24, utilizzando il codice tributo 8912;

3. inviare, a cura del condominio, una comunicazione in carta libera all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in relazione all’ubicazione del condominio.

Nella comunicazione, unica per tutti i condomini, deve essere specificato, separatamente per ciascun condomino:
– le generalità e il codice fiscale; i dati catastali delle rispettive unità immobiliari; i dati dei bonifici dei pagamenti effettuati per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio;
– la richiesta di considerare il condominio quale soggetto che ha effettuato gli interventi;
– le fatture emesse dalle ditte nei confronti dei singoli condomini, da intendersi riferite al condominio.

Ciascun condomino, nel presupposto che la ripartizione delle spese corrisponda ai millesimi di proprietà o ai diversi criteri applicabili ai sensi del codice civile per la suddivisione delle spese, potrà, quindi, inserire le spese sostenute nel periodo d’imposta 2014 nel modello UNICO PF 2015 da presentare entro il 30 settembre 2015 o, se ha già presentato il modello 730/2015, nel modello 730/2015 integrativo da presentare entro il 26 ottobre 2015.

In particolare, nel modello UNICO PF 2015 nei righi da RP41 a RP47, nella colonna 3 (codice fiscale), dovrà essere inserito il codice fiscale del condominio e nei righi RP51 o RP52 dovrà essere barrata la casella 2 (condominio).

Nel modello 730/2015 nei righi da E41 a E44, nella colonna 3 (codice fiscale), dovrà essere inserito il codice fiscale del condominio e nei righi E51 o E52 dovrà essere barrata la casella 2 (condominio).

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