Il ruolo della Fap: riflessioni dopo il 26° Congresso Nazionale Acli

I dibattiti del Congresso Nazionale delle Acli hanno richiamato la crescita e, allo stesso tempo, la frammentazione del corpo sociale, ribadendo l’aumento esponenziale della povertà delle persone e un debole accesso al welfare.

Cosa occorre fare per una politica sociale di rinnovamento democratico? Cosa possiamo e dobbiamo fare noi? Il congresso sembrerebbe averci richiamato, a primo avviso, solo ed immediatamente all’insieme dei problemi e delle lotte sociali del nostro tempo, alle esigenze e alle mete di una politica sociale di rinnovamento democratico. Ma cosa significa tutto questo per un sindacato come la Fap?

Significa che la Federazione Anziani e Pensionati non può e non deve limitarsi a porre o a ricercare poche o molte rivendicazioni di politica sociale, ma che necessita di porsi come una forza attiva di tali politiche. La Federazione Anziani e Pensionati ha maturato in questi anni e in esperienze diverse una pienissima coscienza di essere ormai pronta per collaborare con l’orientamento e con l’azione diretta di una politica sociale e, soprattutto, di rinnovamento del campo sociale. Questa maturità è espressa in un ruolo di difesa degli interessi dei pensionati e dei lavoratori, oltre che di impegno coerente ed energico per lo sviluppo di una nuova politica sociale-sindacale.

La crisi economica dovuta dall’emergenza sanitaria ha coinvolto tutto il mondo e ha innestato sofferenze alle famiglie, ai giovani e agli anziani. La sanità, per esempio, non è più a disposizione di tutti allo stesso modo, così come hanno subito duri colpi l’assistenza agli anziani che spesso sono sottoposti a ingiuste cattiverie e i livelli essenziali di cura e di assistenza per chi non è autosufficiente. Hanno subito duri colpi i servizi per la famiglia e i servizi per l’infanzia per tutti i bambini, ricchi e poveri, bianchi o neri, italiani o di altri Paesi. Ha subito un duro colpo anche la scuola quale opportunità per ogni ragazza o ragazzo.

Dobbiamo rivolgerci dunque ai giovani che saranno i protagonisti del nostro futuro. Dovranno avere un ruolo sempre più forte anche nelle Acli che devono essere un’associazione capace di includerli, ascoltarli, raccogliere le loro idee e le loro proposte, accompagnarli nella complicata ricerca di un’occupazione. L’urgenza è di strutturare progetti di alternanza scuola-lavoro, progetti di sperimentazione di giovani con la Fap, progetti quali uno Sportello per accompagnarli ad eventuali lavori ed iniziative dove “le persone ritrovano le persone”.

Riguardo ad anziani, donne e lavoratori, invece, dobbiamo ancora una volta constatare l’aumento della povertà, della precarietà e delle disuguaglianze. Tutte condizioni che indeboliscono la capacità di reagire e che rafforzano la rassegnazione che indebolisce la democrazia: questa non è giustizia sociale! Assistiamo, purtroppo, all’esatto contrario, cioè al peggioramento del significato del concetto di “giustizia sociale”. Attuare la giustizia sociale significa attuare l’eguaglianza sostanziale dei diritti e dei doveri di tutti. La giustizia sociale è una scelta da praticare sempre, altrimenti non resta che la “giustizia divina” dei lavoratori e dei pensionati. Una politica fermamente caratterizzata dalla difesa dei lavoratori, dei pensionati e dei giovani e da una vera vena popolare non è materialista, ma è espressione di un’aperta responsabilità sul piano generale e di un’attenzione ai valori. L’attuale situazione evidenzia l’importanza di strutturare necessarie tecniche di azione politica nei vari settori, con la Fap che non potrà mai spegnere o attenuare la spinta della propria rappresentanza specifica ma che dovrà farsi forte portavoce di una sicura via di risoluzione delle problematiche sociali-sindacali. Soggetti straordinariamente importanti da difendere anche nell’attuale momento storico, infine, sono il volontariato e il terzo settore, a cui vanno doverosi rispetto e vicinanza per ciò che fanno, oltre agli stessi circoli delle Acli che sono punto di incontro e di aggregazione per tante iniziative e che sono stati particolarmente colpiti dalle limitazioni e dalle chiusure dell’ultimo anno.

Il ruolo della Fap è quello tracciato da Achille Grandi: il movimento delle Acli ha avuto una brillante affermazione proprio perché ha saputo custodire gelosamente la sua qualifica democratica e, proprio da questa presa di coscienza, verrà l’impulso a tutto il sistema ad uscire dalla fase stagnante in cui si trova. Una grande crescita della Fap rappresenterà, dunque, un grosso vantaggio per tutta l’associazione.

 

Segreteria Nazionale

Paolo Formelli

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