La Fap-Acli si oppone al Decreto Sicurezza sui migranti

Il Decreto Sicurezza sui migranti presenta molti aspetti critici e non sembra poter risolvere il problema della regolazione dei flussi. La denuncia è mossa dalla Fap-Acli di Arezzo che, attraverso il vicesegretario nazionale Paolo Formelli, esprime contrarietà alla manovra recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri. Il sindacato degli anziani e dei pensionati evidenzia nel decreto alcune violazioni del diritto internazionale, come ad esempio l’abolizione della protezione umanitaria che andrebbe ad essere sostituita con criteri arbitrari come quelli dei meriti civili. «Chi può decidere – commenta Formelli, – se un atto è socialmente rilevante e meritevole da poter dare al migrante che lo compie lo status di rifugiato?».

La Fap-Acli ritiene legata a principi di arbitrarietà anche la norma secondo cui va tolto lo status di rifugiato al migrante che commette un reato per il quale è stato condannato solo in primo grado, andando di fatto ad abolire un diritto fondamentale come la presunzione di innocenza prevista fino al terzo grado di giudizio. Un’ulteriore norma contenuta nel decreto e reputata lesiva di un diritto fondamentale della persona, come la libertà, è infine quella che porta i termini della permanenza nei centri di accoglienza da 90 a 180 giorni. «In sostanza – chiosa Formelli, – tutte queste norme rischiano di creare ancor più irregolarità di quelle già esistenti, anche a causa del dilatamento dei tempi che si avrà con l’aumento dei ricorsi».

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