Riflessioni della Fap-Acli per 1° maggio, Festa dei Lavoratori

Il 1° maggio non è solo un’esercitazione celebrativa o retorica. Oggi in particolare, dopo quasi due anni di sofferenza pandemica, con il ricordo e la tristezza delle migliaia di morti di Covid19, dobbiamo esercitare anche la memoria per riportare il Paese ad un progetto unitario e comunitario.

La festa del 1° maggio vuole sottolineare lo spirito repubblicano dei valori costituzionali prodotti anche dai lavoratori in Italia e nel mondo. Deve essere un’occasione di riflessione e di speranza per le nuove generazioni che da troppo tempo sono senza lavoro, per i sei milioni di pensionati che vivono con la famiglia sotto la soglia della povertà, per tutti i lavoratori che stanno attraversando momenti di difficoltà e rischiando anche il loro futuro. Deve essere un’occasione per immaginare un futuro sviluppo concreto, utile e qualificato.

Vorremmo tranquillizzare su un fatto: la FAP non si definisce sindacato dei cittadini o avvocato del popolo come è successo con altre sigle sindacali negli anni ’80. Vorremmo chiarire che non possono esistere un sindacato dei cittadini o un avvocato del popolo. Vorremo ricordare, infatti, come siano le istituzioni democratiche l’unico e vero sindacato dei cittadini e difensore del popolo. Può però, al contempo, esistere un sindacato che tutela meglio i pensionati, i lavoratori che sono anche cittadini-consumatori e i diritti universali di cittadinanza che sviluppino la coerenza. Per questo ci appassiona discutere e confrontarci sul merito perché è dal merito e solo dal merito che si misura la volontà e la capacità di dare risposte a tutti.

Quindi, in occasione di questa festa sindacale, vorremmo ricordare e omaggiare gli uomini che hanno inciso nella storia della nostra nazione quali Achille Grandi, Giuseppe di Vittorio o Bruno Buozzi. E tra questi, non vorremmo dimenticare Piero Calamandrei, propulsore della nostra Costituzione che diceva: “è compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana, come dare il lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini e a tutte le donne la dignità. Soltanto quando tutto questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’Articolo 1 della nostra Costituzione (L’Italia è una Repubblica fondata sul Lavoro) corrisponderà alla realtà”.

Viva il primo Maggio!!!

 

Paolo Formelli

vicesegretario nazionale Fap-Acli

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