Le Acli di Arezzo favorevoli al Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza

Le Acli di Arezzo aderiscono alla proposta di conferire il Premio Nobel per la Pace ai bambini di Gaza. L’iniziativa, lanciata dal professor Eugenio Mazzarella dell’Università Federico II di Napoli e sostenuta dal quotidiano Avvenire, ha riscontrato la partecipazione di associazioni, istituzioni e singoli cittadini in tutta la penisola che hanno sottoscritto l’istanza, condividendo la volontà di riconoscere simbolicamente le vere vittime del conflitto nelle giovani generazioni. Questa proposta ha trovato l’adesione anche delle Acli di Arezzo che, tramite il presidente Luigi Scatizzi, hanno così ribadito la loro sensibilità e la loro attenzione verso le drammatiche conseguenze della guerra, con particolare riguardo alla necessità di tutelare dignità, diritti e futuro dei più piccoli.

L’adesione si pone in linea di continuità con le posizioni critiche che l’associazione ha immediatamente assunto nei confronti della guerra a Gaza, espresse dalla promozione in provincia di iniziative pubbliche, incontri e momenti di approfondimento per dare voce alla richiesta di pace e per sensibilizzare la comunità sulla drammatica condizione della popolazione civile. Il sostegno alla candidatura al Nobel per la Pace dei bambini di Gaza, dunque, va a inserirsi e a dar seguito proprio a questo impegno assunto dalle Acli per affermare i valori della pace, del rispetto reciproco, del dialogo e della non sopraffazione, nella convinzione che nessuna motivazione possa giustificare la sofferenza e la morte di persone innocenti. «Facciamo nostro l’invito ad aderire a questa simbolica mobilitazione – commenta il presidente Scatizzi. – Questa candidatura vuole essere soprattutto un gesto concreto di attenzione e di responsabilità, capace di mantenere alta l’attenzione verso la guerra e le sue conseguenze, ricordando come ogni bambino, indipendentemente dal luogo di nascita, abbia diritto a crescere senza paura, violenza e sopraffazione. Pace, rispetto della vita e tutela dei più fragili devono tornare a essere valori irrinunciabili».

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