Lo scorso 1 aprile, le Acli di Arezzo hanno proposto un momento di confronto pubblico per stimolare idee e progetti per un rilancio dell’economia e del lavoro nel nostro territorio. Questa attività è stata preparata con un documento che racchiude riflessioni e proposte di personalità impegnate in questo ambito. Il convegno conclusivo ha rappresentato il momento divulgativo moderato da Andrea Sereni con la qualificata partecipazione di Fabio Pecorari (direttore generale della Banca di Credito Cooperativo di Anghiari e Stia), di Valeria Alvisi (direttrice di Confesercenti), di Stefano Tenti (presidente UCID) e di Andrea Boldi (già presidente degli orafi di Confartigianato). Ha concluso la serata Marco Randellini della Pastorale Diocesana per il Lavoro.
Tra gli interventi, al fine di poter acquisire anche una visione di livello regionale, era stato invitato il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. Per consentire questa partecipazione, la data dell’evento è stata più volte rinviata per poi arrivare aconcordare con i suoi referenti quella di mercoledì 1 aprile. All’ultimo momento, nonostante tutto questo impegno di congruenza con la sua agenda, il Presidente Giani non è venuto. Al di la del fatto che probabilmente poco sarebbe cambiato sulla qualità del dibattito, ritengo comunque necessario esternare il mio disappunto riguardo al modo ineducato e poco istituzionale di come è stata gestita tutta questa vicenda da parte della sua struttura regionale.
Resta, dunque, un’amara considerazione nei confronti di un tagliatore di nastri seriali, al limite del dono dell’ubiquità, che non si sottrae mai dal correre ovunque, dalle inospitali montagne per inaugurare sagre e bocciodromi alle isole sperdute per inaugurare il cambio della lambata alla lantrna del faro di Montecristo. Spiace concludere che l’importanza data ad aspetti culturali e sociali come l’evento a cui era stato invitato sia sfuggita alle sue attenzioni e che rappresenti un elemento per giudicare un ruolo istituzionale in modo molto negativo, configurando una persona inaffidabile e scarsamente credibile.
Luigi Scatizzi, presidente Acli Arezzo


