La famiglia oggi vive una fase di profonda trasformazione: non è più basata su ruoli rigidi, ma su legami più fluidi, paritari e complessi. Accanto a una maggiore ricerca di dialogo e condivisione, emergono forti fragilità economiche, relazionali e demografiche che mettono a dura prova la stabilità del nucleo familiare. In questo contesto, il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace.
Vivere serenamente la propria esistenza e costruirsi una posizione nella società è un diritto che ogni essere umano deve poter esercitare, compresi coloro che appartengono a categorie svantaggiate per problematiche economiche, anzianità o disabilità. Molte famiglie in difficoltà vengono invece lasciate sole, quasi dimenticate ed emarginate dalla società, senza comprendere che proprio da queste realtà è possibile ottenere molto, non tanto dal punto di vista materiale, quanto da quello umano.
Elenchiamo alcune voci da analizzare e comprendere per pensare di poter sostenere le famiglie:
ALIMENTAZIONE: tra le principali voci che continuano a incidere sul bilancio familiare rientrano i prodotti alimentari. Secondo i dati Istat, gli aumenti più significativi riguardano ortaggi, legumi e patate. A questo si aggiungono gli incrementi delle bollette e dei costi legati all’energia e ai carburanti come luce, gas, benzina e gasolio. Per il prossimo periodo sono previsti aumenti particolarmente significativi, mentre il Governo ha stabilito un calcolo dell’incremento su base annua pari al 2,8%;
SCUOLA: per quanto riguarda il settore scolastico e, in particolare, i servizi per la fascia dell’infanzia e per la fascia 0-6 anni, è previsto un aumento dei costi relativi alla mensa e al materiale scolastico, che rischia di gravare ulteriormente sui bilanci delle famiglie;
LAVORO: in Italia avere un impiego non è più sufficiente per uscire dalla povertà. La situazione del lavoro povero riguarda una quota significativa degli attuali occupati e si manifesta attraverso salari bassi, riduzione delle ore di lavoro, contratti instabili e discontinuità lavorativa durante l’anno. I contratti part-time riducono il numero complessivo di mesi e di ore lavorate, determinando una diminuzione del reddito complessivo. Al contrario, dovrebbe essere garantita una retribuzione oraria adeguata, evitando compensi inferiori a livelli economicamente e socialmente dignitosi;
SANITÀ: la tutela della salute è un dovere e una scelta civica. Non è accettabile dover attendere mesi, se non anni, per una visita specialistica o per una prestazione sanitaria, costringendo chi ha la possibilità economica a ricorrere al settore privato.
Questi ambiti impongono sfide concrete da affrontare per definire il modello della società del futuro. Non bastano misure parziali, bonus o interventi transitori di fronte a un sistema strutturalmente sfavorevole alle relazioni, alla genitorialità e alla cura. Il nostro Paese deve investire maggiormente sul potenziale offerto dalle famiglie, se vuole rafforzare la coesione sociale e imprimere una nuova direzione allo sviluppo. La profonda crisi degli ultimi anni ha prodotto effetti che permangono in maniera significativa e diseguale, incidendo soprattutto sui redditi familiari. Si è ampliata l’area della disoccupazione e dell’inoccupazione, approfondendo le condizioni di povertà ed esclusione sociale e, contemporaneamente, è aumentato il carico educativo, assistenziale e di cura, divenuto ormai insostenibile per molte famiglie. In questo senso, vanno promosse politiche più forti per rafforzare realmente e concretamente le famiglie e, con esse, le basi del Paese. Occorrono politiche mirate, integrate, strutturali e partecipate con l’obiettivo di sostenere e potenziare le funzioni già oggi svolte dalle famiglie per il benessere dei propri componenti, rafforzando innanzitutto la solidarietà tra generi e generazioni. Occorre un Piano Nazionale per le Famiglie orientato verso questi obiettivi, rafforzando e integrando innanzitutto le politiche fiscali, del lavoro e del welfare con maggiori finanziamenti, soprattutto a fronte dei tagli lineari che devono essere superati.
Per dare concretezza a un programma di impegno politico, occorre un sostegno al reddito familiare e interventi concreti per l’inclusione sociale. Tra gli interventi necessari rientrano:
- Diritti certi per tutte le famiglie, commisurati alle specifiche condizioni, attraverso livelli essenziali delle prestazioni effettivamente esigibili;
- Visione promozionale e inclusiva, e non soltanto assistenziale, delle politiche familiari;
- Reale coinvolgimento dei soggetti sociali, valorizzando la contrattazione sociale territoriale;
- Politiche fiscali con un assegno familiare universale per il nucleo familiare e adeguate detrazioni per i familiari a carico;
- Politiche per il superamento della povertà assoluta attraverso adeguate misure universalistiche per consentire alle famiglie di uscire dalle condizioni di disagio, adottando un piano organico di contrasto alla povertà e di promozione dell’inclusione sociale;
- Politiche dedicate ai servizi sociali e sanitari attraverso la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali (LEPS) per garantire in tutto il Paese servizi e interventi omogenei, incrementando i fondi sociali e promuovendo una programmazione nazionale integrata con i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). È inoltre necessario potenziare i servizi consultoriali e quelli di informazione e sostegno alle famiglie, inoltre una particolare attenzione deve essere rivolta alla disponibilità di competenze qualificate per il supporto alle persone vittime di violenza intrafamiliare;
- Politiche per la non autosufficienza attraverso la definizione e l’attuazione di un Piano Nazionale per la Non Autosufficienza;
- Politiche abitative, con misure di sostegno e agevolazione per l’affitto e l’acquisto della casa, in particolare a favore delle giovani coppie;
- Armonizzazione tra lavoro e vita familiare affinché possano coesistere alti tassi di natalità e di occupazione, sia per gli uomini sia per le donne. È necessario investire in servizi socio-educativi per la fascia 0-3 anni, territorialmente diffusi e di qualità, e consentire alle lavoratrici e ai lavoratori con figli di essere pienamente integrati nel mercato del lavoro;
- Servizi sociali ed educativi definiti a livello nazionale e regionale, accompagnati da un controllo costante della qualità dei servizi offerti nell’ottica di garantire il diritto all’istruzione a ogni bambino. È inoltre necessario favorire la continuità dei servizi per la prima infanzia 0-3 anni con quelli destinati alla fascia 3-6 anni, sia in termini di offerta formativa sia per quanto riguarda i costi a carico delle famiglie, ponendo particolare attenzione alle modalità di sviluppo dei poli educativi.
Sostenere la famiglia, in sintesi, significa sostenere il futuro del Paese. Servono politiche concrete, strutturali e inclusive, capaci di non lasciare nessuno solo e di valorizzare la famiglia come risorsa fondamentale per una società più giusta, coesa e solidale.
Paolo Formelli
Segretario Provinciale FAP Acli Arezzo


