FAP Acli: nessuno indietro, insieme contro la povertà

“Proteggere un anziano e sostenere un bambino significa salvare il passato e il futuro di questa comunità”. Questa consapevolezza conduce alla sempre più necessaria azione di camminare al fianco di chi è rimasto indietro, contrastando la povertà attraverso azioni concrete. La povertà assume infatti due volti particolarmente evidenti nella nostra società: da una parte, le pensioni minime che spesso non sono sufficienti a far fronte alle bollette e alle spese quotidiane, mentre dall’altra troviamo la povertà minorile che rischia di negare a tanti bambini e ragazzi la possibilità di costruire il proprio futuro. Per questo è necessario creare veri presidi di dignità, capaci di garantire pasti, servizi essenziali e sostegno a tutte le persone che si trovano in condizioni di difficoltà.

La scelta dei Governi di aumentare la spesa militare a scapito del welfare e delle politiche di riduzione della povertà rappresenta uno dei dilemmi etici ed economici più critici e discussi a livello globale. Nei bilanci dello Stato, infatti, ogni risorsa destinata a un settore comporta inevitabilmente una minore disponibilità per altri ambiti fondamentali, come la spesa sociale, l’istruzione e la sanità. Le tensioni geopolitiche hanno spinto molti Paesi a incrementare gli impegni economici per la difesa, con il rischio di drenare risorse destinate al sociale. Reinvestire maggiormente nel bene collettivo significa quindi intervenire su alcuni dei principali squilibri che riguardano la sanità, la scuola e il sostegno alle famiglie. Una riconversione, anche solo parziale, di queste risorse potrebbe consentire di offrire più servizi alle tante persone che affrontano forti pressioni economiche e sociali, arrivando spesso a tagliare i propri consumi, in particolare per quanto riguarda le spese sanitarie e il tempo libero. Ne deriva una sorta di “stanchezza invisibile” ma diffusa, accompagnata da difficoltà di comunicazione e da una crescente fragilità sociale. Le aspettative disattese possono così generare conflitti e dinamiche disfunzionali, mentre la perdita di chiari punti di riferimento sociali rende ancora più complessa una società nella quale cresce il peso dell’assistenza agli anziani. Non dobbiamo, infatti, dimenticare come la salute rappresenti una sicurezza primaria nelle persone anziane, mentre le notizie negative relative al servizio sanitario possano generare forte ansia e crescente senso di abbandono. È quindi necessario rafforzare le risposte sociali e sanitarie, garantendo loro la possibilità di affrontare questa fase della vita con dignità e sicurezza.

C’è un’ulteriore questione: l’infanzia negata. La povertà minorile si intreccia spesso con una condizione di solitudine affettiva ed educativa che richiede una maggiore sensibilità sociale e istituzionale.Secondo i dati richiamati dall’UNICEF, oltre 1.3 milioni di bambini in Italia vivono in condizioni di povertà assoluta. A questi bambini possono mancare beni di prima necessità come cibo adeguato, riscaldamento e vestiti e, più in generale, possono trovarsi esposti al rischio di esclusione sociale.La situazione è particolarmente drammatica per i bambini che vivono con un solo genitore, quando un salario insufficiente non riesce a coprire i costi legati alla crescita e all’infanzia.La povertà infantile si declina anche in forme di abbandono che la società tende talvolta a ignorare. Esiste un vuoto nei servizi sociali, determinato anche dalla mancata presa in carico delle situazioni di fragilità. Mancano, inoltre, asili nido pubblici, tempo pieno nelle scuole e spazi di aggregazione gratuiti e accessibili.Senza queste opportunità, molti bambini trascorrono numerose ore davanti agli schermi, con il rischio di accentuare un divario culturale e sociale già esistente. L’assenza di stimoli, attenzioni e opportunità educative potrebbe determinare condizioni di deprivazione che incidono sullo sviluppo psicologico e sociale del bambino, generando ansia, senso di colpa e bassa autostima, con conseguenze che possono protrarsi anche nell’età adulta.Un ulteriore aspetto è rappresentato dalla povertà educativa, legata alla mancanza di investimenti strutturali adeguati nel sistema scolastico e nei servizi educativi, con una situazione che rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze e di limitare le opportunità di crescita e di realizzazione personale dei bambini e dei ragazzi.

In conclusione, la salute e il benessere della persona, sia essa un bambino o un anziano, non possono dipendere dal codice postale in cui vive o dal reddito della sua famiglia. La vera sfida che si prospetta per il futuro è di costruire una società nella quale nessun essere umano venga lasciato indietro, garantendo a tutti dignità, assistenza, opportunità e possibilità di guardare al futuro con maggiore sicurezza.

Paolo Formelli

Segretario Provinciale FAP Acli Arezzo

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